Ogni pomeriggio, negli spazi di Abfo, c’è un lavoro silenzioso che prende forma tra quaderni aperti, domande, tentativi ed errori. È il lavoro dei volontari dell’educazione, persone che scelgono di dedicare tempo e attenzione ai bambini e ai ragazzi, accompagnandoli nello studio e nel percorso scolastico.
Il loro impegno non si limita all’aiuto nei compiti. Accanto alle spiegazioni, alle ripetizioni e al supporto organizzativo, c’è un’azione più profonda: sostenere la motivazione, rafforzare la fiducia nelle proprie capacità, aiutare ciascun bambino a riconoscere il proprio modo di apprendere. Studiare diventa così un’occasione per conoscersi, per capire cosa funziona, cosa mette in difficoltà, cosa può diventare una risorsa.
I volontari lavorano uno accanto all’altro con i bambini, rispettandone i tempi e le fragilità, senza giudizio. In questo spazio protetto, l’errore non è un fallimento ma un passaggio, e la fatica viene condivisa. È qui che lo studio smette di essere solo un dovere e diventa un percorso di ricerca di sé, in cui le conoscenze si intrecciano con la crescita personale.
Questo approccio educativo è una scelta precisa di Abfo: mettere al centro la persona, non la prestazione. Perché imparare non significa solo acquisire nozioni, ma costruire sicurezza, autonomia e senso di possibilità.
Grazie ai volontari dell’educazione, ogni pomeriggio diventa un tempo prezioso. Un tempo in cui si studia, sì, ma soprattutto si cresce insieme.
